All Star

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Karan spiega che quando lanciò la sua etichetta c’era un gran bisogno di qualcuno che vestisse le donne in quanto tali, perché al lavoro negli uffici indossavano più che altro abiti da uomo: completi, cravatte e camicie molto abbottonate, oppure vestiti da cocktail, Nessuno pensava a vestire le donne lavoratrici in modo femminile e uno dei suoi obiettivi è sempre stato quello di indirizzare le donne verso abiti adatti a loro, L’idea di Donna Karan è sempre stata che un vestito debba funzionare dal momento in cui viene indossato la mattina al momento in cui viene all star tolto la sera prima di andare a dormire: capace di affrontare un’intera giornata, perché spesso le donne non hanno tempo di andare a casa e cambiarsi, «I gioielli sono un elemento importante, E il nero, Non ne faccio mai a meno, Il nero mi accompagna dalla mattina alla sera»..

Karan ricorda di quando la rivista Women’s Wear Daily stroncò una delle sue creazioni con le spalle scoperte, fino a quando Liza Minnelli andò nel suo negozio e scelse proprio quel vestito scartato e lo stesso fece poi Hillary Clinton, indossando un abito con quella scollatura alla Casa all star Bianca, confermando la sua intuizione, Per Karan quella di scoprire le spalle, lasciando però le braccia coperte, fu una una scelta ovvia: sono una parte del corpo che non ingrassa mai, L’abito in funzione della persona, non il contrario: per spiegare questo concetto Karan ricorda di quando vestiva Barbra Streisand (che è autrice della prefazione del libro): era un rapporto molto stretto, fatto di una collaborazione intima, e Karan, che l’ha vestita praticamente per ogni concerto, oltre che per il suo matrimonio, dice di lei: «Il suo stile era eleganza, semplicità, variabilità, Non era mai troppo, Era come se lei – la donna, la voce – venisse fuori, Ed è sempre stato quello che ho sentito con i vestiti: ho sempre voluto che a mostrarsi fosse la persona, non gli abiti che indossava»..

Karan racconta di come spesso le donne cerchino di nascondere, letteralmente, i difetti, nella loro particolare visione di cosa possono o non possono indossare, E quindi di all star come pensino che tanto più i vestiti che indossano siano larghi tanto più riescano a nascondersi dentro di essi, quando a volte è l’esatto contrario e vestiti stretti possono far sembrare una donna più slanciata, Come le gonne a matita, lunghe fino al ginocchio e strette sui fianchi, Karan dice di adorare le donne che le indossano: «Non importa se hanno il sedere un po’ più largo, stanno meglio in una gonna a matita, perché le restringe.».

Karan ricorda di quanto fosse stressante organizzare quattro settimane della moda all’anno, con le conseguenti quattro nuove collezioni, ma di come al tempo stesso avere quelle scadenze fosse il motivo per cui riuscisse sempre a disegnare la stagione successiva. «È estenuante. Ma allo stesso tempo sei su di giri. Quindi quando manca poco (alle sfilate, ndr) è una scarica di adrenalina. E crolli, è garantito. Dicevo sempre “Oh mio Dio se solo avessi una settimana in più, due settimane in più, tre settimane in più, ma una scadenza è una scadenza. Ed è ciò che mi ha portato alla stagione successiva. Ero sempre in ritardo. La maggior parte degli stilisti ha bisogno di scadenze. Stai ancora disegnando mentre i vestiti sfilano in passerella».

Secondo Karan oggi la moda sta forzando un po’ troppo il limite di ciò che una donna può davvero indossare, e lavorare nel settore è più difficile rispetto a quando iniziò lei, Ci sono più cose da gestire, i red carpet e la comunicazione rendono tutto più immediato, le nuove creazioni si vedono subito, Nonostante la cosa positiva sia che la vastità di scelta e la creatività rispondono all’individualità di ciascuna persona, per Karan c’è una continua ricerca all star del nuovo che rischia di spingersi oltre il limite di ciò che una donna indosserebbe veramente..

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Uno all star dei più leggendari brand di moda americani e del mondo resterà senza la sua fondatrice, perché le cose cambiano Diversi media internazionali si stanno incuriosendo alla diffusione di accessori floreali che sbocciano dai capelli.

La grande azienda di abbigliamento statunitense Abercrombie & Fitch è famosa in tutto il mondo (soprattutto tra i teenagers) per un’immagine di gioventù patinata e attraente, trasmessa in gran parte attraverso i suoi commessi-modelli, fino a poco fa avvenenti e seminudi, non soltanto nelle immagini sui sacchetti e nelle campagne pubblicitarie, ma anche nei negozi stessi, Tra di loro, negli anni, ci sono state anche molte persone divenute poi piuttosto all star famose, come Jennifer Lawrence, Channing Tatum e Taylor Swift, apparsi ad esempio su  A&F Quarterly,  una rivista aziendale a metà fra un magazine e un catalogo avviata nel 1997 e chiusa nel 2003, E tanti altri, raccontati da una scelta del sito PopMatters..



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