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Il ciabatte fila uomo rischio per i marchi occidentali è pensare di rivolgersi a un mondo compatto, il-mondo-musulmano in quanto tale, senza tener conto delle mille sfaccettature culturali e di gusto di quel mondo, Un altro problema, scrive Business of Fashion è risultare credibili e guadagnarsi la fiducia dei clienti musulmani senza imporre dall’alto un abbigliamento stereotipato; il modo migliore per trattare la moda modesta, aggiunge, è considerarla una categoria stilistica più che culturale e religiosa, al pari dello streetwear, dell’abbigliamento da cerimonia o per l’ufficio..

Bisogna anche ricordare che la moda modesta non coincide per forza con le scelte di abbigliamento di tutte le donne musulmane, e nel mondo islamico è in corso un grosso dibattito proprio sul modo di vestire delle donne e in particolare sul velo, In Iran (dove il velo è obbligatorio per tutte le donne, anche quelle non musulmane e quelle straniere in visita nel paese), levarselo anche per pochi minuti è un modo per affermare la propria libertà: esattamente il contrario di quel che accade in Francia o in alcuni stati americani, dove invece indossarlo è almeno in teoria una scelta personale, Quando nel 2013 venne lanciato il World Hijab Day per invitare tutte le donne, a prescindere dalla religione, a indossare il velo per un giorno, molte musulmane organizzarono una campagna opposta, il #nohijabday, Di recente si è infilato nel dibattito anche il potente principe saudita ed ciabatte fila uomo erede al trono Mohammed bin Salman (MbS, come viene chiamato) dicendo che le donne sono libere di vestirsi come vogliono, a patto che siano decenti e rispettose..

Stanno contribuendo a questi cambiamenti anche le riviste di moda e nel 2017 già Allure, prima di  Vogue britannico, aveva ciabatte fila uomo messo in copertina la modella Halima Aden con il velo, A portare al centro del dibattito la moda modesta di lusso è soprattutto  Vogue Arabia, fondata nel marzo del 2017 e distribuita in Arabia Saudita, Bahrain, Qatar, Kuwait, Oman, Emirati Arabi Uniti, Libano e Giordania, Inizialmente diretta dalla principessa Deena Aljuhani Abdulaziz, da maggio è guidata da Manuel Arnaut; è finanziata da Condé Nast insieme a Nervora, un’azienda di comunicazione di Dubai, che l’hanno aperta persuasi dalla crescente attenzione degli investitori sauditi nel lusso e nell’abbigliamento, Oltre a essere il punto di riferimento della moda musulmana, Vogue Arabia cerca di spezzare gli stereotipi dall’una e dall’altra parte e portare avanti un confronto interessante; per la Festa della donna ha per esempio pubblicato un video con donne musulmane da tutto il mondo che, con o senza velo, spiegavano cos’era la modestia per loro: un modo di vestire ma soprattutto una condizione interiore, nel rispetto di tutte..

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L’azienda di moda statunitense Tommy Hilfiger (si pronuncia così ) ha messo in vendita la sua prima collezione di abbigliamento per adulti disabili, chiamata “adaptive collection” e disegnata per la primavera 2018. Due anni fa ne aveva proposta una per bambini disabili e aveva annunciato la versione per adulti nell’ottobre scorso, con 37 modelli maschili e 34 femminili. I vestiti hanno cuciture e cerniere più facili da aprire e bottoni magnetici per sfilarli più facilmente o vestirsi con una mano sola; i pantaloni hanno chiusure in velcro, aperture e orli regolabili per le protesi di braccia e gambe. Al momento la collezione è disponibile solo negli Stati Uniti, dov’è considerato disabile circa il 20 per cento della popolazione ha una qualche forma di disabilità, fisica o mentale; nonostante questo le aziende che offrono vestiti adatti e alla moda sono pochissime.

Per la campagna pubblicitaria hanno posato alcune importanti figure del mondo disabile statunitense: l’atleta paralimpico e medaglia d’oro olimpica Jeremy Campbell con un paio di jeans con orlo magnetico che si aggiusta facilmente sulle protesi, la blogger Mama Caxx con un trench dalle chiusure magnetiche, la ballerina paraplegica Chelsie Hill con un vestito a righe dal collo regolabile, e il 18enne chef autistico Jeremiah Josey, Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ciabatte fila uomo ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo..

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