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Il grafico Andrea Antoni pubblica su Instagram fotografie di paesaggi e città con la palette corrispondente Le opere da andare a cercare alla 57esima edizione della Biennale, che ha come titolo "Viva arte viva" ggdb saldi Una rivista di moda e cultura lo ha vestito di Gucci per ricostruire la storia di "Affabulazione" di Pier Paolo Pasolini.

Ogni generazione ha a che fare con una sua forma di resistenza, Resistere allo stato delle cose, resistere dall ’ essere esclusi dalle decisioni, resistere per dare al mondo una propria direzione, Guardando indietro che senso ha avuto il concetto di resistenza per la tua generazione? Faccio parte di una generazione che é stata profondamente marcata dalla dimensione politica, Per una persona ggdb saldi che è stata adolescente, in Italia, alla fine degli anni sessanta e poi giovane negli anni settanta era decisivo il pensiero che fosse la lotta politica a determinare la vita, Siamo stati marchiati dall’idea della politica come impegno salvifico per poi scoprire, con il tempo, che ridurre a dimensione politica la complessità del vivere è un grave errore, non ci ha portato da nessuna parte, È una porta chiusa, Una stagione sfociata nel terrorismo e nell’eroina, questa è stata la mia generazione.Certo, la politica ha un senso, siamo animali sociali, civili, abbiamo bisogno di costituirci in comunità, organizzare ed equilibrare la società ma il nostro approccio è risultato devastante..

Negli anni della tua gioventù facevi parte di Lotta Continua, Gruppo di sinistra rivoluzionaria extra-parlamentare, in un clima che, proprio in queste zone di Reggio Emilia ha visto la nascita delle ‘ Brigate Rosse ’, All ’ epoca da una parte o dall ’ altra era facile per chiunque avesse una passione politica abbracciare posizioni radicali quasi al limite con la violenza, L’unica mitologia dell’Italia moderna è “la Resistenza” al nazi-fascismo, all’invasore, negli ultimi anni della guerra, È una mitologia della quale, nei decenni successivi, si é abusato da un punto di vista politico ed ideologico, Pasolini é una figura centrale di questo periodo, una figura provocatoria e contraddittoria e proprio in questo rifulge la forza del suo pensiero, Un intellettuale scomodo a tutti, dichiaratamente legato al PCI ma suo fratello, giovane partigiano, era stato ucciso dai comunisti, lui è stato radiato dal partito per atti osceni e nell’ultima poesia pubblicata prima di morire si rivolge ad un giovane di destra, a lui affida le sue raccomandazioni, Non è una costruzione ideologica, la ggdb saldi sua, è pulsione vitale, è lo sforzo incessante di un libero pensiero in uno scenario che sta profondamente mutando la stessa dimensione antropologica dell’uomo, Nel momento in cui la mia generazione ha scoperto la rivolta di piazza come forma della militanza politica Pasolini ha scritto una poesia contro i contestatori, i giovani rivoluzionari e capelloni, schierandosi dalla parte dei poliziotti, identificati come i veri figli del popolo, C’era una forza dirompente nelle sue parole, facevano arrabbiare ma eri obbligato ad ascoltarle, Pasolini é l’unico intellettuale che poggia ben saldo un piede nel passato e un piede nel futuro, Una delle sue poesie più belle recita: Io sono una forza del Passato, Solo nella tradizione è il mio amore…, mi aggiro più moderno di ogni moderno, Quanti altri intellettuali suoi contemporanei, che hanno riflettuto sull’ideologia, sulla carne e sull’anima, sulla realtà del vivere, si fanno ancora leggere oggi con interesse?.

Proprio nella stagione dei grandi movimenti studenteschi e di contestazione Pasolini scrive: “ Preferisco muovermi nel passato proprio perch é ritengo che l ’ unica forza contestatrice del presente sia proprio il passato: tutti i valori che sono stati valori nei quali ci siamo formati, con tutte le loro atrocit à, i loro lati negativi, sono quelli che possono mettere in crisi il presente” Esiste il passato, il presente e il futuro. Il futuro non lo possediamo e non possederemmo nemmeno il presente se non possedessimo il passato. Saremmo perfetti consumatori dell’immediato in balia di ogni forza che si muove intorno a noi. Chi abolisce il passato cancella la memoria, l’esperienza dell’uomo sulla terra. Tutto quello che è successo prima di noi e non è successo invano va a comporre il corpo della tradizione, l’unico spazio di conoscenza in cui ci si può muovere in libertà e coscienza. La tradizione è una necessità anche nella sua dimensione di negatività.

La serie fotografica su cui stiamo lavorando e che ci ha portato qui da te, è ispirata proprio dalla piece teatrale, Affubulazione di Pasolini, nella quale é affrontato il discorso del rapporto conflittuale padre/figli, Il mistero della giovinezza del figlio non può essere compresa dal padre, che la brama ma allo stesso tempo lo inquieta, finch é in un ribaltamento della tragedia edipica, il padre uccide il figlio, Ritorna qui il discorso generazionale pasoliniano delle colpe dei padri che ricadono sui figli, Quali sono secondo te le colpe che ricadono sulla generazione di oggi? Ai giovani di queste ultime generazioni non è nemmeno concesso sperimentare il conformismo dei giovani ribelli, come lo chiamava Pasolini, Non è colpa dei figli è colpa dei padri, Sono molto più preoccupanti le mancanze dei padri delle mancanze dei figli ma la non esistenza dei padri, l’aver rinunciato ad esercitare l’autorità paterna, è senza dubbio la colpa più grande, Il vuoto di valori familiari e civili è l’ambito in cui muovono le nuove generazioni, Ci vuole sicuramente più determinazione per resistere al vuoto Nel momento del distacco adolescenziale è doveroso sperimentare la ribellione, Non puoi costruirti senza recidere il legame con la famiglia, con l’infanzia, Nasci come carne, non dipende da te, e ggdb saldi poi ad un certo punto devi nascere come spirito, È uno sforzo e cresce preferibilmente su un gesto di ribellione, È difficile ribellarsi al vuoto, al niente, Tutto ora pretende di essere garantito, tutto è già stato pensato, certi di quello che serve, ma c’è un momento in cui bisogna dire: – No -, Un No che dovrebbe far tremare il mondo, La differenza tra restare larva o schiudersi e poter volare via, Ci sarà tempo e modo di ricadere a terra, misurarsi con la realtà, accettarne i limiti..

Possiamo dire che il tuo dire ‘No ’ ti ha portato dopo la stagione di attivismo politico a Berlino. Era il 1982, un anno importante, dove ha avuto inizio il tuo percorso musicale. Cosa ti é rimasto di quella esperienza di confine? Berlino ha rappresentato il passaggio cruciale della mia vita. Ci sono arrivato, la prima volta, quando ho capito che l’impegno politico non poteva essere la soluzione della mia vita e dovevo colmare il vuoto stagnante sui miei giorni. Sono andato a Berlino perché volevo cambiare la mia esistenza. All’epoca facevo, da cinque anni, l’operatore psichiatrico, un lavoro in cui mi sono imbattuto per caso anche se preferisco pensarlo come destino. Nella mia vita mi pare non succeda mai niente per caso. Occuparmi del disagio psichiatrico era qualcosa di significativo, aveva una valenza politica e sociale, mi ha aiutato a crescere mettendomi a contatto con il dolore senza soluzione, la dimensione tragica del vivere. Quando ho capito che non avrei potuto continuare, era in gioco la mia salute fisica e mentale, mi sono licenziato e leggendo un articolo sulla stampa alternativa che parlava della scena punk europea ho deciso di partire in autostop per Berlino. Pensavo fosse sul confine tra la Germania dell’ovest e quella dell’est, ben posizionata sulla cortina di ferro tra l’Europa e l’URSS, non avevo idea che fosse una una sorta di sacca nella DDR, una prigione a cielo aperto. Ho potuto sperimentare quanto la realtà fosse molto molto diversa da come me la rappresentavo ideologicamente. A Berlino ho conosciuto Massimo Zamboni, sono nati i CCCP, in una Berlino impossibile, ora, anche solo immaginare. Un bagno di realtà è quello che salva le vite degli uomini, permette loro di essere contraddittori e cambiare, ritrovare uno sguardo nuovo e antico sulle cose.

Come hai detto, la tua é stata una generazione compressa tra due poli, la lotta politica e terrorismo da una parte e il problema dell ’ eroina dall ’ altra, Una generazione per la quale spingersi agli estremi faceva parte della propria forma mentis, La generazione di oggi é invece spesso descritta come una generazione ‘ apolitica ’ ‘ tiepida ’ assorbita in se stessa, prodotto di un mondo che si fa accettare facilmente, Quanto diversamente queste due generazioni hanno sperimentato l’esperienza giovanile? La fortuna della mia generazione è stata l’essere costretta entro limiti rigidi, limiti politici sociali familiari e culturali che non ci hanno dato scelta se non quella di ribellarci e, in questo, sperimentare le nostre capacità, la nostra volontà, i nostri sogni, Le ultime generazioni, al contrario, non conoscono limiti, Se il nostro sfogo erano le barricate, lo sfogo di questa generazione è lo spazio virtuale, Dal ggdb saldi mio punto di vista un impoverimento sostanziale, Paradossalmente l’essere malmenati dai poliziotti durante una manifestazione è pur sempre un’esperienza vitale, ti obbliga a fare conti seri, schiacciare un click per condividere una delle centomila cose che succedono nel mondo è un esperienza insignificante, ti snerva, toglie vitalità..

Se c ’è  un valore a cui la societ à nella quale viviamo ci espone continuamente é ‘ Si te stesso ’ ‘ Sii libero di scegliere quello che piace ’, Forse però dovremmo chiederci quali strumenti davvero ci vengono dati per capire cosa vuol dire ‘ essere se stessi ’ Essere se stessi è un tracciato inimmaginabile a priori, non corrisponde a quello che decide la tua famiglia, che decide per te la società o peggio un algoritmo, Se questo fosse vero la vita non sarebbe un mistero ma neanche un enigma, sarebbe nulla, La messa in scena di un copione abusato, In Affabulazione il gioco è tra l’enigma, che la ragione può risolvere, e il mistero a cui bisogna arrendersi, Per le nuove generazioni non c’è enigma, non c’è mistero, non è dato il senso del tragico, non è concesso ggdb saldi sperimentare la meraviglia, Ma la vita non é ovvia e in fondo al cuore c’é sempre qualcosa che non torna..



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