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L’allestimento è stato spettacolare come al solito, con cascate alte quindici metri e grotte da cui uscivano le modelle, a partire dalla prima, Kaia Gerber, la figlia di Cindy Crawford, che aveva aperto anche la sfilata di Moschino a Milano, Si sono viste soprattutto giacche strette con spalline in evidenza e tagliate in vita accompagnate da minigonne sfilacciate, e anche molto più denim del solito, spesso impreziosito da ricami, La sfilata è stata chiusa da una serie di abiti chiari, traslucidi, che riflettevano la nike by you luce dell’acqua delle cascate..

— Vanessa Friedman (@VVFriedman) October 3, 2017 Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili nike by you a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo, E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove, Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post, Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli..

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post, È un modo per esserci, quando ci si conta, Inizia nell'Antico Egitto e continua nelle corti medievali, prima di diventare la divisa degli aristocratici, poi degli operai, poi di studenti e artisti La pillola, ma quale pillola? Spirale, anello, diaframma o cerotto? Preservativo: maschile o femminile? Oltre ai criteri medici nike by you contano anche inclinazioni e preferenze personali L'azienda di moda svedese ne chiuderà 90 entro l'anno e punterà soprattutto sull'e-commerce, dov'è rimasta indietro rispetto ai rivali.

Arriva l’autunno e nei negozi di abbigliamento inizia a spuntare qualche capo in velluto a coste, di solito sono pantaloni marroni o verde bottiglia, più raramente giacche (magari con le toppe) e berretti: probabilmente lo associate agli anni Settanta e allo stile preppy, che negli ultimi anni non va particolarmente di moda ma la sua storia ha sempre alternato periodi alterni di grande popolarità e di dimenticanza. Per la sua comodità e praticità sembra che il velluto a coste continuerà a lungo a essere riscoperto e proposto nei negozi, aggiornato al gusto e alle necessità del momento. La sua storia iniziò secoli fa, racconta Ernie Smith su Atlas Obscura, in una città dell’Antico Egitto affacciata sul Nilo: ne fu la prima capitale sotto il dominio islamico prima di venire soppiantata da Il Cairo nel XII secolo.

Nel II secolo a.C, al-Fustat era un centro importante di produzione di tessuti resistenti, e in particolare del fustagno, considerato l’antesignano del velluto a coste: è un tessuto pesante e resistente, solitamente fatto con cotone mescolato a lana o lino, con una superficie pelosa ma senza costolature in rilievo, Un nike by you libro sui tessuti del 1870 spiega: «Il fustagno, di cui restano due versioni, il velluto e il velluto a coste, era originariamente realizzato a Fustat sul Nilo, con un ordito di lino (cioè i fili disposti verticalmente) e una trama di cotone pesante (cioè i fili che si intrecciano perpendicolarmente all’ordito), tagliato in modo da avere un pelo corto ma spesso; e il tessuto così fatto prese il nome di fustagno da quella antica città»..

Velluto a coste ( Flickr ) Nel Medioevo il fustagno veniva importato dall’Oriente in Europa dai mercanti italiani e si diffuse soprattutto nelle corti europee per la sua morbidezza, il cotone pregiato e il calore che tratteneva. Fu associato anche alla Chiesa Cattolica dopo che un abate dell’ordine cistercense stabilì che le casule – cioè gli abiti da messa dei preti – fossero in lino o fustagno e non in materiali più costosi. Dal XIV al XVI secolo vennero realizzate imitazioni europee e la parola fustagno iniziò a indicare tutti i tessuti in cotone con una fattura simile a quella dei modelli orientali. Dalla metà del XVI secolo si iniziò a fabbricarlo in Regno Unito, a Londra e Norwich, nel Lancashire e in Irlanda, usando cotone, lana, lino e misto cotone. Nel Settecento il fustagno si impose come un tessuto di cotone e lino con un pelo tosato. Nel frattempo iniziarono a diffondersi versioni più o meno economiche e il fustagno venne parimenti indossato dai regnanti soprattutto a caccia e nello sport (era molto apprezzato da da Enrico VIII d’Inghilterra), dai loro servitori (in particolar modo le livree francesi, fatte di un tessuto resistente e simile al fustagno ma in seta), per lavorare all’aperto, fare sport e per le uniformi dei soldati, perché era resistente, caldo e si asciugava rapidamente. Veniva anche usato per gli abiti da signora ed è in questo periodo che in Inghilterra assunse spesso il nome di velluto di cotone o corduroy, come viene ancora chiamato.

Un paio di pantaloni in velluto a coste fotografati durante la Settimana della moda di Parigi, gennaio 2017 (Runway Manhattan/LaPresse) Col tempo dal fustagno si  sviluppò il velluto a coste che, secondo la famosa azienda di abbigliamento britannico Brooks Brothers, venne inventato a Manchester nel Settecento, Ed è sempre nel Settecento, nel 1774 precisamente, che comparì la prima accezione della parola corduroy, sulla Maryland Gazette, dove si parlava di velluto a coste importato dal Regno Unito, Nell’Ottocento il velluto a coste, come il fustagno, proseguì la sua parallela popolarità tra i gentiluomini di campagna e i contadini: era ormai prodotto in massa nelle fabbriche europee e americane e in epoca vittoriana divenne l’uniforme da lavoro degli operai grazie alla sua resistenza e durata, Indossato anche da artisti e studenti, era comunemente chiamato “il velluto dei poveri”, A inizio Novecento era usato per i calzoncini dei bambini, per le divise scolastiche americane e per quelle degli scout francesi, per i pantaloni degli scalatori, degli autisti e dei soldati europei durante la Prima guerra mondiale, Nel 1918 la Ford T venne realizzata con una tappezzeria di velluto a coste e nei due decenni successivi divenne un tessuto popolare e alla moda, impiegato per abiti, pantaloni, berretti e giacche, Per tutto il Novecento ha conosciuto successi alterni ma è stato impiegato soprattutto per gli abiti sportivi e da lavoro, In particolare, nike by you la sua fortuna diventò altalenante dagli Cinquanta in poi, quando venne completamente dimenticato e poi riscoperto, adattato a gusti e tendenze e indossato da persone di tutte le età e le classi sociali..

Era particolarmente di moda negli anni Sessanta e Settanta, quando veniva indossato da manifestanti e studenti per la sua comodità e morbidezza; per questo venne realizzato in tantissimi colori e impiegato anche nei jeans, Nel 1982 Versace disegnò una linea di abiti maschili tutta in velluto a coste, mentre negli anni Novanta si diffusero i jeans elasticizzati in velluto a coste, Nel 1973 Marylin Stitz ne spiegò così il successo sul Chicago Tribune: «Quando si pensa a vestiti alla moda, per il tempo nike by you libero, per andare a scuola, c’è un solo tessuto che viene in mente: il velluto a coste, Perché? Perché è lussuoso e comodo allo stesso tempo, Può farti sembrare elegante o sbarazzino, È adatto a vestire tutta la famiglia, Dura a lungo e costa poco»..



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