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Anche Tommy Hilfiger sta pensando di unificare le sfilate in futuro, e molte aziende hanno deciso di non organizzare quelle alla settimana della moda maschile di Milano, che si terrà dal 17 al 21 giugno 2016: Brioni, Cavalli, Costume National e Ermanno Scervino, a cui si aggiungono Zegna e Calvin Klein perché hanno appena cambiato stilista e non proporranno una collezione per questa ragione, Alla settimana della moda di Parigi non ci saranno sfilate di Berluti e Saint Laurent, La rivista di moda Business of Fashion ( BoF )  ha intervistato un gruppo di addetti ai lavori della moda per capire cosa cambierà con le sfilate unificate e cosa comporta la tendenza di molte aziende di disertare gli eventi della moda maschile, Tra questi c’è Vanessa Friedman, direttrice della sezione moda del New York Times, convinta che le settimane della moda maschile che più risentiranno dell’unificazione sono quelle più recenti: quella di Londra, nata nel 2012, e quella di New York, che non solo sport esiste dal 2015, Ne avrà invece un vantaggio Pitti Uomo, la fiera dedicata al “pronto moda maschile”, ovvero ai capi da uomo più rapidamente pronti per il mercato, che si svolge a Firenze prima delle settimane della moda di Milano, (La prossima edizione sarà dal 14 al 17 giugno)..

Secondo Steven Kolb, presidente e amministratore delegato del Council of Fashion Designers of America, ci sono molti marchi che si occupano esclusivamente di moda maschile (lo stesso vale per alcuni buyer) e alcuni eventi specializzati rimarranno importanti, Quello che probabilmente succederà è che le collezioni saranno sempre più svincolate dal concetto di “stagione”: ci saranno sfilate maschili con alcune modelle, sfilate non solo sport femminili con alcuni modelli, sfilate tradizionali e sfilate unificate, e abiti da primavera-estate presentati insieme a abiti da autunno-inverno, Non si parlerà più di stagioni, di mini-collezioni e collezioni cruise, ma genericamente di “collezione 1”, “collezione 2”, eccetera, come farà per esempio la casa di moda americana Public School..

Per Justin O’Shea, stilista di Brioni, mostrare insieme le collezioni maschili e femminili – e prima ancore pensarle come un tutt’uno – può favorire l’emergere di idee creative nuove, dato che storicamente la moda femminile è più fantasiosa di quella maschile e cambia più in fretta, Se tutte le sfilate dovessero concentrarsi in un’unica settimana per ogni città però c’è il rischio che il calendario diventi troppo affollato, non solo sport Secondo  Suzy Menkes, international fashion editor di  Vogue, succederà semplicemente che le settimane della moda maschili perderanno un po’ dell’attenzione che hanno ricevuto negli ultimi anni e torneranno a essere eventi meno seguiti; questo potrebbe favorire i marchi esclusivamente maschili come Zegna, che non dovranno più condividere le settimane della moda con le aziende più grandi come Gucci..

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Alessandro Michele ha disegnato una collezione ispirata allo stile inglese e l'ha presentata nella chiesa più importante del Regno Unito A lungo considerato tra i più promettenti stilisti britannici, sostituirà per la prima volta la fondatrice dell'azienda È Curiel Couture: fondato a Trieste nell'Ottocento, gestito non solo sport da sole donne, è uno dei pochi rimasti a occuparsi solo di alta moda.

Da qualche anno giugno è il “mese ufficiale dell’orgoglio LGBT” e in decine di città del mondo si tengono sfilate a sostegno dei diritti delle persone gay, lesbiche, bisessuali e transessuali. Anche alcune aziende di moda approfittano dell’occasione per dare un segnale a favore delle persone LGBT o banalmente per vendere più facilmente i loro prodotti e farsi pubblicità. Nella maggior parte dei casi si tratta di collezioni o singoli pezzi realizzati in collaborazione con gli attivisti, che ricevono una percentuale sulle vendite; in questo modo le aziende guadagnano in visibilità e ottengono anche un profitto. La pratica è criticata da alcuni giornalisti e attivisti («Il mese del Pride: quando le aziende si ricordano che gli omosessuali esistono/fanno acquisti», scrive per esempio la giornalista lesbica di BuzzFeed Shannon Keating), altri la ritengono invece un segnale importante, dato che grosse aziende apprezzate da persone di tutti i tipi si schierano a favore di una minoranza.

American Apparel propone da anni capi con slogan a favore della comunità LGBT, L’ ultima collezione dedicata al pride non solo sport è anche una presa in giro di Donald Trump, candidato repubblicano alla presidenza degli Stati Uniti: gli slogan della collezione sono “ Make America Gay Again ” (tradotto, “Rendiamo l’America di nuovo gay”) e “ Make America LGBTQ Again “, e riprendono quello della campagna elettorale di Trump, “ Make America Great Again ” (tradotto, “Rendiamo l’America di nuovo grande”), C’è anche un cappellino a visiera rosso, simile a quello indossato spesso da Trump agli eventi elettorali..

La collezione è stata presentata insieme a dei  video in cui le persone raccontano la loro storia per sensibilizzare sui diritti delle persone omosessuali e transessuali, Il 30 per cento dei ricavi delle vendite avvenute sul sito di American Apparel sarà donato a Human Rights Campaign (HRC), la più grande organizzazione a difesa dei diritti delle persone LGBT negli Stati Uniti; servirà per finanziare la campagna per l’ Equality Act, una proposta di legge presentata al Congresso nel 2015 che, se approvata, vieterà le discriminazioni basate sull’orientamento sessuale, l’identità di genere e sul sesso negli ambienti di lavoro, nel mercato immobiliare, per le richieste di prestiti e in altri campi ancora, Il ricavato delle vendite  dal sito di HRC sarà donato al fondo non solo sport per la campagna per l’Equality Act..



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