Quello Giusto

Classico Quello Giusto - Risparmia il 10% su ogni ordine. Oltre 1000 stili sono in liquidazione.

La valigeria di Louis Vuitton – bauli, valige, borse e tutto ciò che è legato ai viaggi – è probabilmente il settore più rappresentativo quello giusto dell’azienda, nata più di 160 anni fa a Parigi proprio con un negozio di bauli, Fino al 22 febbraio la mostra Volez, Voguez, Voyagez – Louis Vuitton al Grand Palais di Parigi ne ricostruisce la storia e i modelli fondamentali: il baule con la superficie piatta, quello “biblioteca” di Hemingway, quello realizzato per il servizio da tè di un maharaja, fino alla storia della creazione delle tele Monogram e Damier..

Nel 1835, a quattordici anni, Louis Vuitton quello giusto lasciò il suo paese natale, Anchay, nella Francia orientale vicino al confine con la Svizzera, e dopo svariati lavoretti e spostamenti – sempre a piedi – arrivò a Parigi, nel 1837, Lì venne assunto come apprendista imballatore da Romain Maréchal, che produceva scatole e casse utilizzate per imballare oggetti di uso quotidiano e grandi armadi, Nel 1854 Louis Vuitton aprì il suo negozio, Louis Vuitton Malletier, in rue Neuve-des-Capucines, dove vendeva bauli da viaggio che attirarono presto l’attenzione dell’alta società, tanto che l’imperatrice Eugenia de Montijo, moglie di Napoleone III, lo nominò suo personale imballatore e costruttore di bauli. Nel 1858 inventò uno dei bauli più famosi, tra quelli storici in mostra: creato con materiali leggeri e resistenti, era un parallelepipedo a base rettangolare anziché arrotondata come si usava a quel tempo, così da essere caricato più agilmente sulle navi e sui treni, Nel 1859 Louis Vuitton aprì un laboratorio ad Asnières-sur-Seine, poco fuori Parigi, e nel 1878 si trasferì a vivere in una villa lì accanto, Ancora oggi ad Asnières-sur-Seine, negli stessi edifici, si trova l’atelier della casa di moda, che vi crea accessori da viaggio su misura ed è l’unico stabilimento di produzione sotto la guida diretta di un membro della famiglia, in questo caso Patrick-Louis Vuitton, il pro-pro nipote di Louis..

Tra gli altri quello giusto storici oggetti da viaggio, c’è il primo baule-armadio verticale, inventato nel 1875 e organizzato internamente con cassetti e appendi-abiti così da poter trasportare il proprio guardaroba senza dover disfare le valige, E poi ancora: il baule doccia, il baule altare, il baule letto e quello per il servizio da tè, come quello in mostra, creato nel 1926 per Sayyaji Rao Gaekwad III, maharaja di Baroda, uno stato indiano, Nel 1927 Gaston Vuitton, nipote di Louis, consegnò allo scrittore Ernest Hemingway il suo personale baule-biblioteca..

Gia nei primi anni di attività, Louis Vuitton dovette proteggersi dai tentativi di falsificazione. Per distinguere i suoi bauli originali da quelli falsi, nel 1888 inventò la tela Damier, che alterna in una sorta di scacchiera quadrati chiari e scuri, solitamente sulle tonalità del marrone, ma c’è anche la versione grigio e panna. La tela Damier La celebre tela Monogram – con motivi floreali, forme geometriche, e la sigla “LV – fu inventata nel 1896 dal figlio Georges, che subentrò alla guida del laboratorio quando Louis Vuitton morì nel 1892.

La tela Monogram Paradossalmente oggi il motivo Monogram è diventato tra quelli più falsificati al mondo: secondo una classifica del World Customs Organisation (WCO) Louis Vuitton è il sesto marchio più contraffatto al mondo;  Forbes scrive che l’azienda investe 15 milioni di euro all’anno nel suo dipartimento legale in cause legate alla contraffazione, quello giusto Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo..

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove. Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli. È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta. Cioè l'eroina dai capelli rosa del famoso videogioco: rispecchia gli interessi un po' nerd del direttore creativo Nicolas Ghesquière

Di Valentino, Dior e Balenciaga, tra gli altri: sono conservati al MET di New York e sono quello giusto un ottimo spunto in vista di Capodanno La storia affascinante di "Beauty Revealed", un piccolissimo autoritratto realizzato con una tecnica particolare.

Ashley Graham, una modella che porta la taglia 48-50, è la prima modella plus size ad apparire sulla copertina della Swimsuit Issue di Sports Illustrated, la più importante rivista sportiva degli Stati Uniti. Negli ultimi due anni Sports Illustrated ha iniziato a dare più spazio a forme di bellezza diverse dai soliti canoni della moda, Si tratta di una quello giusto tendenza sempre più diffusa nelle riviste americane – tra cui anche Vogue e Vanity Fair – che hanno iniziato a pubblicare immagini di persone che finora sono apparse raramente sulle loro pagine: non bianche, non giovani, non magre..



Messaggi Recenti