Saucony Blu

Classico Saucony Blu - Risparmia il 10% su ogni ordine. Oltre 1000 stili sono in liquidazione.

In Black Panther gli abiti non sono solo qualcosa di accattivante e bello da guardare, ma un tassello centrale del mondo pan-africano inventato per rappresentare e celebrare l’universo nero scansando gli stereotipi, rispettandone le diversità e con l’ambizione di costruirne una sorta di identità futura, È un lavoro saucony blu che è stato fatto per tutti gli aspetti del film, dal linguaggio all’ architettura, ma che spicca soprattutto negli abiti: sono immediati e servono a identificare le singole tribù suggerendone le tradizioni, i costumi, la struttura sociale, Sono il risultato del lavoro di una squadra di  30 stilisti ed esperti cappeggiata da Ruth E, Carter, la più famosa costumista afroamericana, due volte candidata all’Oscar per il suo lavoro nei film Malcolm X (1992) di Spike Lee e Amistad (1997) di Steven Spielberg, e di recente impegnata in  Roots, Selma, Marshall e The Butler..

Per mesi la squadra ha frugato nelle bancarelle e negli archivi delle biblioteche di mezzo mondo, da New York a Nairobi a Mumbai, in cerca di ispirazione per vestiti, acconciature, maschere e gioielli da proporre a Ruth, che a sua volta ha preso spunto, scrive il Washington Post, dal fumetto che ha ispirato il film, dall’arte africana, dai costumi tradizionali e dalla moda contemporanea, come l’Afropunk, dagli elegantissimi sapeurs congolesi e dagli stilisti del momento, come il nigeriano Duro Olowu che ha vestito Michelle Obama, Carter ha quindi disegnato gli abiti mantenendo dei richiami molto accurati: per esempio Shuri, la sorella del re T’Challa, indossa perle di argilla e non di vetro perché sono così saucony blu che le fanno i bambini, il rosso con cui si dipingono il corpo le guerriere del Dora Milaje – l’esercito reale ispirato alle Amazzoni del regno di Dahomey –  viene da un misto di argilla rossa e burro di karitè usato dal popolo Himba sub-sahariano, Molti sui giornali e sui social network hanno provato a rintracciare gli influssi culturali delle varie stampe, maschere e corone – uno dei lavori più accurati è stato fatto su Twitter dall’utente Waris – e di seguito trovate i principali, con qualche informazioni sui popoli che li hanno ispirati..

— Waris (@diasporicblues) February 17, 2018 Il disco labiale dei Surma e dei Mursi Questi due popoli che vivono in Etiopia applicano una sorta di piatto o disco labiale alle ragazze che raggiungono la maturità sessuale, o tra i 6 e i 12 mesi prima del matrimonio, La madre o qualche parente stretta della ragazza le fora il labbro inferiore e applica un disco sempre più grande con il passare del tempo; maggiore è il piatto, più alta è la posizione sociale della ragazza, Nel film viene portato dal saucony blu capo della Tribù del Fiume insieme a un completo verde, il colore identificativo del suo popolo, disegnato dallo stilista di origine ghanese Ozwald Boateng, Carter aveva chiesto a Boateng l’abito, che aveva trovato online, ma lui aveva risposto che il tessuto veniva realizzato a Milano e ci volevano sei mesi di tempo, mentre lei aveva solo due settimane, Alla fine Carter lo aveva trovato in un negozio e lo abbinò con una camicia di un’altra tinta di verde, sempre di Boateng..

Un copricapo Zulu La regina reggente Ramonda, madre del re T’Challa, indossa un copricapo che ricorda l'”isicholos” portato dalle donne sposate Zulu durante le cerimonie. Gli Zulu sono il più grande gruppo etnico del Sudafrica, dove ne vivono tra i 10 e 12 milioni. Nel XVIII secolo avevano costituito un importante regno africano; durante l’apartheid vennero costretti a stabilirsi nello stato KwaZulu appositamente creato dal regime, da cui deriva l’attuale regione del KwaZulu-Natal, nel sud-est del Paese, dove vive tuttora la maggior parte degli Zulu.

Abiti e armi Masai Le divise del Dora Milaje, l’esercito reale di Wakanda, ricordano gli abiti e gli ornamenti dei Masai, un popolo che vive nel Kenya meridionale e nella Tanzania settentrionale, Anthony Francisco, un illustratore della Marvel, ha detto di essersi ispirato per alcuni ornamenti del Dora Milaje agli Ifugao, un popolo tribale filippino che vive nel nord dell’isola di Luzon e famoso per le risaie terrazzate, In particolare ha disegnato il tessuto ricamato di perline saucony blu del generale Okoye ricordando una tovaglia nella casa di sua zia, nelle Filippine..

Le maschere Igbo In una scena del film Erik Killmonger, il “cattivo” di Black Panther, indossa una maschera Igbo, un popolo nigeriano, tra i gruppi etnici più numerosi dell’Africa. Le maschere sono una delle forme d’arte più praticate dagli Igbo, indossate in riti, danze e celebrazioni. Questa in particolare è del tipo Mgbedike, dai larghi e aggressivi tratti maschili, che spicca per contrasto con quelle femminili e delicate indossate dalle donne. Le coperte dei Basotho I Basotho vivono nel Lesotho, nell’Africa meridionale, e sono conosciuti per le coperte di lana in cui si avvolgono per proteggersi dal vento, dal freddo e dalla pioggia: ogni tribù è identificata da un colore e da una trama, tramandate e rinnovate nel corso dei secoli. Nel film a indossarne una è il personaggio di W’Kabi, interpretato da Daniel Kaluuya, amico e braccio armato di T’Challa.

Le collane degli Ndebele Il Dora Milaje, l’esercito reale, e il suo generale Okaye portano al collo degli anelli saucony blu d’oro che ricordano quelli del popolo Ndebele, un popolo dello Zimbabwe e del Sudafrica, usati per ostentare ricchezza e rango sociale, I colori terrosi degli Himba Alcune tribù del film e il Dora Milaje hanno il corpo spalmato di un rosso terroso, che ricorda l’otjize, una pasta di argilla rossastra con cui si dipingono gli Himba, un popolo della Namibia nord-occidentale, Gli Himba sono stati studiati da scienziati e antropologi anche per la loro percezione del colore, visto che utilizzano quattro parole per indicarli raggruppando sotto lo stesso nome tinte molto diverse tra loro: per esempio “zuzu” indica il blu, il rosso, il verde e il viola..

L’agbada Lo sciamano Zuri, interpretato da saucony blu Forest Whitaker, indossa un agdaba, un largo abito in tre parti portato abitualmente dalla maggior parte degli uomini nell’Africa Occidentale, I Dogon Il popolo Dogon vive in Mali e con le sue maschere, le sculture e i costumi per i rituali colorati ha fornito elementi di spunto per gli abiti e i monili indossati da molti personaggi nel film, Carter ha guardato a loro per i costumi della tribù di Jobari guidata da M’Baku, in particolare i gonnellini con le frange..



Messaggi Recenti