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“Le prime ad andarsene sono state le mutande”, ride amaramente Araldo Lunari che, insieme alla moglie Margherita Lazzari e, adesso, ai figli Alice e Nicola, lavora all’azienda tessile di famiglia, che produce i capi di abbigliamento Lazzari, E spiega: “Quando hanno cominciato a spostare all’estero la produzione dell’intimo ho capito che sarebbe cambiato tutto”, Siamo in auto, sull’autostrada che dall’aeroporto di Venezia ci porterà a San Bonifacio, provincia di Verona, dove i Lunardi-Lazzari vivono e lavorano, È un pomeriggio afoso, ci affiancano e superano grossi container di merce cinese, ai lati della strada capannoni ormai deserti e un po’ decadenti: “Alzarsi la mattina e andare a lavorare in un capannone? Nessuno può averne voglia”, Cerco di immaginare, dietro l’aspetto burbero e sornione, il ragazzo che nel 1977, insieme alla moglie Margherita, ha aperto il primo laboratorio sopra un vecchio cinema nel vicentino, spostandosi qualche anno dopo nel centro storico di un paese vicino Verona, in una casa colonica ristrutturata apposta: scelte insolite, come quella di non vendere all’infuori dei propri monomarca, aperti in alcune città venete e raggiungibili in automobile, per non spezzare saucony shadow uomo la cura e l’attenzione su tutta la filiera..

Da qualche anno Lazzari vende anche online, mai tramite altri siti ma solo sul proprio, e dell’ecommerce si occupa saucony shadow uomo Nicola, il secondogenito, che oltre a tutto il resto risponde alle clienti sforzandosi di mantenere quel filo diretto tra chi vende e chi compra che internet tende a rendere anonimo, Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo, E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove, Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post, Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli..

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Solitamente i pantaloni e le giacche da uomo hanno tasche numerose e capienti in confronto a quelle dei vestiti femminili, e anche per questo è difficile vedere una donna per strada senza borsa al contrario degli uomini. La rivista Racked ha spiegato le ragioni di questa differenza, ripercorrendo la storia delle tasche nei capi sia maschili che femminili, raccontando come le tasche piccole siano state anche una scomodità per le donne. Come scrisse la scrittrice  Charlotte Perkins Gilman nel 1905 sul  New York Times : «C’è un aspetto di superiorità nell’abbigliamento da uomo ed è il fatto che è adatto alle tasche. Le donne devono portare le borse, a volte cucite agli abiti, a volte legate, a volte tenute in mano, ma una borsa non è una tasca».

Nel Medioevo sia gli uomini che le donne portavano borse legate alla cintura, un po’ come si fa con i moderni marsupi, che ne sono un’evoluzione, Probabilmente si faceva così anche nei tempi antichi, come fa pensare una borsa simile ritrovata anche addosso a Ötzi, la mummia di un uomo preistorico scoperta nel 1991 nel Ghiacciaio del Similaun, saucony shadow uomo Le borse vennero nascoste nei vestiti per ragioni di sicurezza dal XIII secolo in poi, dato che con la crescita delle città anche i ladri divennero più abili a rapinare le persone per strada senza che queste se ne accorgessero, Così nelle giacche degli uomini e nelle sottogonne delle donne si iniziarono a cucire fessure per accedere alle prime tasche, che erano simili a piccole borse appese internamente ai vestiti..

Fu solo alla fine del Seicento che le tasche vennero cucite ai vestiti degli uomini, nei cappotti, nei panciotti e nei pantaloni. Nei vestiti femminili non accadde lo stesso e le donne continuarono a portare piccole sacche rimovibili che venivano legate in vita e infilate tra i molti strati delle gonne. Nei dipinti settecenteschi non si vedono quasi mai, perché dovevano rimanere nascoste, ma erano molto decorate e capienti: potevano contenere kit da cucito, cibo, chiavi, occhiali, orologi, bottigliette di profumo, pettini, denaro, il necessario per scrivere un biglietto e tabacchiere. In pratica venivano usate come le moderne borse, spiega il sito del Victoria and Albert Museum di Londra, e spesso le donne ne indossavano due contemporaneamente. Ad esempio nel romanzo Pamela di Samuel Richardson, pubblicato nel 1740, la protagonista fugge mettendo tutti i suoi averi nelle proprie tasche, che quindi dovevano essere molto grandi. Qualcosa di simile a queste antiche grandi tasche si è visto alla sfilata della collezione primavera-estate 2017 del marchio italiano Marni: la direttrice creativa Consuelo Castiglioni ha disegnato molti vestiti e cappotti con tasche larghe e ampie, a volte fissate a una cintura e non cucite, una sorta di via di mezzo tra tasche e borse.

Racked spiega che dopo la Rivoluzione Francese, alla fine del Settecento, lo stile degli abiti femminili cambiò, le gonne diventarono più aderenti al corpo e fu alzata la linea della vita negli abiti: saucony shadow uomo si passò al cosiddetto “stile impero” in cui non c’era più spazio per le tasche femminili com’erano state fino a quel momento, Tuttavia le donne avevano ancora bisogno di un modo per portare i propri oggetti personali e così cominciarono a usare delle borsette,  più simili a sacchetti che alle borse contemporanee, di stoffa e molto decorate, Spesso erano fatte con delle reti che davano la forma e una stoffa che faceva da fodera e impediva agli oggetti di uscire, In inglese erano chiamate “ reticules “, parola che veniva intesa come contrazione di “ ridiculous “, cioè “ridicolo”, perché gli uomini le consideravano un accessorio frivolo, Gli unici abiti femminili ottocenteschi che avevano tasche nascoste nelle gonne erano quelli delle bambine, delle donne anziane e delle donne della classe operaia..

Negli stessi anni anche i pantaloni degli uomini cambiarono, sempre per via della Rivoluzione Francese e del ruolo che ne ebbero i cosiddetti “sanculotti”, cioè coloro che non facevano parte né della nobiltà né dell’alta borghesia e per questo non portavano le culottes, i pantaloni sotto il ginocchio saucony shadow uomo delle classi più agiate, Dalla Francia la moda dei pantaloni fino alla caviglia si diffuse nel resto d’Europa, diffondendo insieme alle divise militari le tasche come le conosciamo oggi, L’ultimo paese in cui i pantaloni furono ammessi fu lo Stato della Chiesa: fino al 1827  erano infatti proibiti perché si pensava favorissero l’attrazione delle donne per gli uomini..



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